L’incontro fra streetwear e sartoriale

Nel sistema moda, ci sono sempre stati compartimenti per il quale ogni produttore di abbigliamento o casa di moda si sentiva di appartenere, ogni cultura sociale, anche detta “subcultura”, possiede il proprio codice di abbigliamento. Le regole e i canoni estetici per cui un individuo può appartenere o meno a questo tipo di controcultura. Infatti, è come se fossero dei segni di appartenenza, oggi questo modo di abbigliarsi così lampante e palese, è meno evidente; o meglio si è evoluto e ha saputo adattarsi. Le esigenze odierne della moda, riguardano certamente l’estetica ed ogni sua peculiarità, però ha messo sotto i riflettori una questione ambientale, soprattutto quando parliamo di “fast fashion”. Da qui nasce il termine “trash fashion”, che comprende tutto lo spreco nonché l’inquinamento prodotto da queste imprese volte solo al consumismo. Per questo motivo negli ultimi anni è emersa l’esigenza di non nuocere all’ambiente, andando ad originare una moda sostenibile.

Giacca-camicia in denim proveniente da jeans riutilizzati.

Quando parliamo di abbigliamento streetwear, ci riferiamo soprattutto a quel tipo di vestiario che ci dona una comodità che altri capi, adatti ad altre situazioni, non ci possono dare.

Quello che distingueva streetwear e sartoriale, oggi si riesce a riconoscere in modo meno netto, visto che i due mondi oramai comunicano ampiamente tra di loro, andando a creare una fusione di due culture.

Infatti, questo tipo di abbigliamento tende a prendere piede anche in contesti formali o dove è richiesto un tipo di abbigliamento più fermo e se vogliamo anche elegante o sartoriale.

Prendono sempre più piede una tipologia di capi che, ad esempio, possono avere una base strutturale di modello, appartenente al mondo sartoriale, per poi aggiungere dei tratti appartenenti ad una linea più confortevole.


In che modo viene proposta questa nuova correlazione tra i due modi di intendere l’abbigliamento?

Quello che andremo a proporre più dettagliatamente, sono dei capi che prendono vita da un precedente utilizzo e rivitalizzarli, andando a produrre un patchwork di denim, ossia una tecnica per la quale vengono utilizzati dei tagli di diverse tonalità di capi; unendole assieme si otterrà una varietà di tessuti dello stesso genere su un unico capo.

Nello specifico, l’indumento che più esemplificativo di questo concetto, è la giacca ROSE, ossia un capo inizialmente sartoriale, successivamente grazie ad alcuni accorgimenti (come la scelta di una vestibilità oversize…) si arriverà ad un capo ibrido, sia confortevole e adatto a occasioni d’uso varie, sia rigido e rigoroso anche per occasioni più specifiche ed esclusive.

Ogni capo prodotto, non solo la giacca-camicia, proviene da un riciclo di jeans usati, andando a creare un abbigliamento streetwear, ma con dei cenni ad altri tipi di abbigliamento.

Infatti le altre due categorie di capi prodotti, appartengono alla macro categoria degli accessori ovvero: borse e cappelli. Entrambi gli indumenti possiedono quasi le medesime caratteristiche tecniche di composizione della giacca, solamente che vengono adattate a delle forme di dimensione ridotta e ad hoc per questa tipologia di capi, andando a costruire per ogni prodotto un tessuto diverso dall’altro.

Ogni accessorio/capo, è unico nel suo genere in quanto viene utilizzato già da subito una coperta di tessuto diversa dagli altri esemplari prodotti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *