Riutilizzare capi second hand

Oggi l’industria della moda, come ogni altro settore produttivo, impiega molte risorse e materiali da immettere in circolazione. Infatti è una gara a chi produce e realizza sempre più indumenti di nuova fabbricazione.

Dal punto di vista prettamente industriale, cosa che la moda oggigiorno utilizza, soprattutto nel sistema fast fashion, possiede un altissimo tasso di spreco. Le tempistiche ristrettissime per poter far uscire collezioni su collezioni, che di fatto perdono di significato e rientrano nel puro consumismo, ci portano solamente a comprare abbigliamento che non necessariamente ci può servire, ma siamo attratti da una buona apparenza ad un prezzo competitivo o scontato.

Quello che bisognerebbe capire è che continuando in questa direzione distruttiva, si porterà questo settore ad un’omogeneità e mancanza di talenti.


Cosa possiamo fare in merito a questo tema?

Ogni capo presentato da MOYEN, infatti, proprio per ragioni ambientali, viene ricavato da abbigliamento second hand che viene riutilizzato, nello specifico viene scomposto e vengono ricavate delle patch, da cui poi prende come trama tutto il capo, ovvero il patchwork.

Il patchwork è la tecnica con la quale ogni capo viene prodotto, con un’accurata selezione dei capi da poter utilizzare per questo lavoro sartoriale. Questa tecnica richiede una forte componente artigianale per poter essere messa in pratica. Oltre il fatto che anche tutti gli accessori e i gadget vengono interamente realizzati dalle esperte mani di artigiani.

L’osservazione che poniamo, riguarda le generazioni future che probabilmente, non tra 10 o 15 anni, ma inevitabilmente, subiranno le conseguenze di questa massiva produzione di una certa categoria di fashion industry.

Per questo motivo oggi è importante guardare sì l’estetica, che è sicuramente la prima caratteristica che salta all’occhio, ma assicurarsi che quel capo provenga da una condizione produttiva non atta alla distruzione del pianeta.

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