I trend della moda e la sostenibilità

Come sappiamo, nel mondo della moda ogni anno ed addirittura ogni mese, salgono di tendenza alcuni trend, ovvero dei diversi modi di interpretare l’abbigliamento.

Possono riguardare diversi temi e di solito si suddividono per importanza, ossia: micro, macro e mega/giga. Ogni trend della moda ha un’importanza diversa a seconda di alcuni fattori, come la rilevanza, la diffusione mediatica, il periodo storico, la subcultura e molti altri particolari che ne determinano il successo (o anche l’insuccesso).

_MICROTREND

Un micro trend riguarda una “moda” quindi un uso comune, abbastanza semplice e poco rilevante, come ad esempio può essere una tipologia di capo che può andare in tendenza o ritornare in tendenza senza particolari motivi antropologici. Questo trend difatti è molto passeggero e non risalta molto all’interno del panorama globale, anche perché a seconda dell’area geografica cambia. La durata media non supera l’anno, si parla di mesi o per quelli più incisivi eccezionalmente, può avere durata annuale più prolungata.

_MACROTREND

Nel caso persistesse nel tempo, si definisce macro trend, infatti si intende una tendenza più radicata che può avere delle connessioni più profonde ed elaborate, ad esempio un colore, una tonalità, una sfumatura o anche più comunemente un modo di vestire. Dato che può essere connessa ad una particolare controcultura di un certo periodo storico incorso, si definisce più di larga portata rispetto alla frivolezza del precedente tipo di trend, visto che ha delle connessioni con la storicità e se vogliamo anche un’isteria di massa globale che dura anni o anche decenni.

_MEGATREND

Mentre invece come trend più dominante troviamo i un trend giga o anche mega, questa tendenza è quel tipo di trend che non ha mai fine. Ad esempio può essere anche definito come modo di vestire in maniere esemplare, come può essere la creazione di un orientamento di vestirsi che non ha mai smesso di esistere ed al posto di terminare la propria esistenza, cambia, muta e si evolve nel corso dei decenni. A cavallo di ogni periodo storico che si vive, può subire come appunto dicevamo, un leggero cambiamento che lo riporta a splendere nuovamente.

Un esempio calzante di questo tipo di trend, è il denimwear, ossia tutto quel ramo di abbigliamento da “lavoro” che nasce proprio da una cultura povera ed umile, adatta appunto a tutti quei mestieri fisicamente impegnativi e logoranti, dove era necessario un abbigliamento resistente ad ogni tipo di condizione. 


Il trend del denim e la sua evoluzione in 150 anni di storia

Come sappiamo bene, negli anni questa tipologia di abbigliamento ha subito diverse variazioni, si è saputo evolvere. Infatti, dagli anni della sua invenzione, ovvero metà/fine 800, ha avuto diversi tipi di connotazioni ed usi. A partire da un uso lavorativo, passando da un uso comune e confortevole come possiamo notare negli anni 80 del 900, fino ad arrivare ad oggi, utilizzato anche per un contesto più esclusivo e proibitivo. Il denim, evolvendosi, ha portato anche ad un’evoluzione delle tecniche di realizzazione e produzione di questo tipo di tessuto, infatti, altro non è che un cotone molto rinforzato con proprietà robuste.

Essendo molto resistente oggi siamo arrivati a diversi tipi di categorie di denim, come: le tonalità, i lavaggi, i tagli, la vestibilità, i molteplici dettagli sartoriali e molte altre caratteristiche atte ad impreziosire il prodotto jeans. 

Quest’ultimo oggi può anche essere soggetto di diverse creazioni, come ad esempio il riutilizzo e il riciclo dei jeans second hand. Infatti quest’ultimi possono essere recuperati e rielaborati, come abbiamo fatto con questi tipi di capi che potete trovare sullo shop. Per questo motivo ogni tessuto che compone i nostri capi, possiede quelle caratteristiche appena elencate, provenienti da un’accurata e raffinata selezione, vanno a comporre dei pezzi unici che presentano caratteristiche estetiche diverse l’uno dall’altro; gli accessori come il capospalla presenta le medesime proprietà di composizione e di assemblaggio sartoriale.  


Tornando ai diversi tipi di trend della moda, come macrotrend, oggi possiamo altresì trovare alcuni tipi di modi di intendere l’abbigliamento che hanno come attributo generale, la sostenibilità ambientale, andando ad escludere la produzione massiva che porta ad un grande inquinamento. 

Per questo motivo esistono diverse categorie di macrotrend provenienti da questa esigenza del periodo storico in cui viviamo. 


Il primo sicuramente è l’acquisto di abbigliamento second hand, sia in negozi vintage, sia in mercati appositi dove è possibile trovare articoli di questo tipo. Infatti in questi luoghi è possibile anche trovare dei capi al passo coi tempi odierni, ma con impatto ambientale pari a zero, visto che non si andrà ad immettere sul mercato nuova materia prima. 

Questa soluzione è molto comoda e ha una forte componente di passione dietro, visto che bisogna fare una selezione del capo già realizzato e già utilizzato. Allo stesso tempo, però, si possono creare delle combinazioni molto appaganti per chi appunto ha questo tipo di passione e apprezza il mondo vintage.


Secondo macrotrend sono i tessuti riciclati. Se prima il riciclo era all’interno dei capi stessi, in questo caso si fa un passo indietro e si utilizza una base di tessuto, dove poi andranno estrapolati tutti i capi ed accessori, riciclato.

Questi tipi di tessuti nello specifico sono un misto di vari capi che vengono scomposti e riassemblati molto finemente, come se fossero della carta riciclata, stesso processo per i tessuti di derivazione riciclati. Infatti la prima percezione che si ha, è quella di un tessuto comune e non si ha la reale sensazione tattile del riciclo, anche perché di solito questa tipologia di tessuto viene commercializzata per i brand, da grossisti e produttori tessili che appunto si occupano della produzione tessile di ogni genere. Di solito però molti produttori, non compongono al 100% i propri tessuti riciclati, con capi second hand o di recupero, ma solo in determinate percentuali che non si avvicinano alla totalità di composizione, per cui bisogna prestare molta attenzione alla selezione delle fabbriche tessili.


Un trend ancora in scoperta e sviluppo è quello del noleggio e prestito di capi, riguarda nello specifico alcuni tipi di attività, che hanno un catalogo di abbigliamento più o meno vasto, con diverse tipologie di abbigliamento e secondo diversi tipi di abbonamenti o noleggi singoli, si può avere un prestito per un determinato periodo, i capi che si vogliono, che sia per un evento particolare come un matrimonio o un’occasione speciale, se non si vuole andare ad acquistare un capo che non avrà altri utilizzi oltre a quello dell’evento; allora il rental fashion è la soluzione migliore.

Per scoprire maggiori dettagli, seguici sulle nostre pagine social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *